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Il turismo in Valdichiana Senese post coronavirus

Inserito il 15.05.2020


Intervista al presidente della Strada del Vino Nobile Doriano Bui

Quali dimensioni ha il comparto turistico in Valdichiana Senese?
L’offerta turistica della Valdichiana Senese è costituita da 821 strutture ricettive, di cui 626 extralberghiere e 195 alberghiere, per un totale di 24.710 posti letto; di questi la metà si trovano a Chianciano Terme. Con oltre 1 milione e 300 mila presenze e oltre 500 mila arrivi annuali, la Valdichiana Senese è il secondo ambito turistico della Provincia di Siena per consistenza di flussi turistici (al primo posto c’è Terre di Siena con il capoluogo di provincia) e il trend negli ultimi anni è stato costantemente in crescita (+ 8,6% di arrivi e +10,2% di presenze nel 2018 rispetto all’anno precedente). La dimensione del mercato italiano e straniero è pressoché ugualmente ripartita, con una provenienza maggiore dalle regioni Lazio, Lombardia, Emilia Romagna, per quanto riguarda l’Italia, e Usa, Germania, Regno Unito, Nord America per i paesi esteri.
Che ruolo ha la Strada del Vino Nobile di Montepulciano e dei Sapori della Valdichiana Senese?
Dal 2014 la “Strada del Vino Nobile di Montepulciano e dei Sapori della Valdichiana Senese”, assieme al tour operator interno Valdichiana Living, è il braccio operativo dei 9 Comuni della Valdichiana Senese e dell’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese per la promozione e la commercializzazione dell’offerta turistica dell’ambito. Nel 2018 abbiamo presentato e condiviso con le amministrazioni l’ultimo Piano Turistico Triennale (2019-2021), il quale è stato approvato assieme alle relative azioni a sostegno del turismo del territorio. Durante l’ultima consulta dell’Osservatorio turistico di destinazione, tenutosi il 13 febbraio 2020, abbiamo inoltre presentato il piano operativo 2020, realizzato secondo le linee guida della Regione Toscana; tra i punti salienti vi erano l’organizzazione dei prodotti turistici di ambito, il materiale informativo, il sistema di coordinamento degli uffici IAT, il potenziamento degli strumenti di comunicazione digitale, come il portale valdichianaliving.it, la app ValdichianaLiving “Easy Guide in App”, il Widget che si rivolge agli operatori turistici dell’area e la presenza costante su VisitTuscany.it, sito ufficiale di Toscana Promozione Turistica che permette di dare evidenza a eventi, tour e racconti. Purtroppo l’emergenza Coronavirus ci ha costretto ad una revisione completa delle azioni, molte delle quali sono state annullate, e a ricostruire una nuova strategia, un vero e proprio piano B, che ripartisse dalla protezione dell’immagine del territorio fin qui costruita. Per cercare di preservare il posizionamento della destinazione conquistato in questi anni, abbiamo pensato di attivare un tavolo di lavoro con gli attori principali del turismo e le associazioni di categoria, coordinato dalla Strada del Vino, per definire le linee guida di alcuni importanti temi quali la sicurezza degli operatori e degli ospiti, la digitalizzazione del management, la formazione qualificata del personale e la sostenibilità ambientale, anche attraverso la scelta di mezzi di trasporto più ecologici. L’obiettivo è pianificare azioni concrete da mettere subito in campo per accelerare la ripartenza del comparto turistico.
Quali effetti ha avuto l’emergenza coronavirus sul turismo di ambito?
A partire dalla fine di febbraio abbiamo iniziato a ricevere le prime cancellazioni per tour e pacchetti acquistati dai clienti nel 2019 e in programma per il 2020. Sembrano tenere per il momento le prenotazioni di giugno, mentre comincia ad arrivare di nuovo qualche timida richiesta per la stagione estiva; tuttavia il quadro degli spostamenti internazionali risulta ancora molto incerto, in particolare per i turisti in arrivo dai maggiori mercati, come gli Stati Uniti e il Regno Unito. Da un sondaggio interno che abbiamo svolto presso i nostri buyer d’oltre oceano, emerge una grande voglia di tornare al più presto a viaggiare, soprattutto in Italia. Probabilmente non appena riapriranno le frontiere gli americani saranno i primi a circolare in Valdichiana Senese. Ovviamente tutto ciò si sta traducendo in una crisi economica dell’intero settore e della filiera turistica locale, che auspichiamo sia al più presto supportata da interventi regionali e statali. Pensiamo ai mancati ingressi ai musei, alle disdette per visite nelle cantine e nelle aziende agricole, ai flussi turistici perduti in occasione dei principali eventi del territorio, al blocco delle collaborazioni tra agenzie e guide turistiche e la lista sarebbe ancora lunga.
Quali azioni di comunicazioni avete intrapreso?
Il Coronavirus ha rafforzato il potere informativo e relazionale degli strumenti di comunicazione ad ogni livello generazionale, rendendoci ancora più consapevoli e liberi nelle scelte di consumo di contenuti informativi. Per questo abbiamo pianificato azioni di comunicazione turistica che permettessero agli utenti di viaggiare e scoprire il territorio pur rimanendo a casa. Alle campagne emozionali “Ammirala oggi, vivila domani” e “Be our inpiration”, condivise sui social, stiamo per unire la rubrica “Valdichiana Advisor: Buyer e Blogger raccontano”, in cui professionisti del turismo e della comunicazione raccontano, anzi recensiscono, la loro esperienza di viaggio in Valdichiana Senese. Inoltre a breve presenteremo un video dei luoghi più segreti, sconosciuti e affascinanti del territorio realizzato con un drone.
Sul piano commerciale quale è la strategia di Valdichiana Living?
Innanzitutto rafforzare le relazioni di valore, soprattutto ora che le relazioni sono una minaccia per la salute, sia con gli operatori turistici del territorio, sia con i partner commerciali nazionali e internazionali. E poi progettare un’offerta specifica per i viaggiatori post-Covid19, molto più attenti alla sostenibilità e al ritrovamento del benessere psicofisico lontano dalle grandi città. In questo senso la Valdichiana Senese è in una posizione di vantaggio, con i suoi borghi gioiello, molti ancora da scoprire per il turista medio, i suoi paesaggi naturali da vivere a piedi, in bicicletta o a cavallo, e la sua enogastronomia, prodotto turistico consolidato che stiamo pensando di aprire anche al commercio elettronico.
Quali saranno le prossime offerte turistiche?
Idee di viaggio che abbracciano il concetto di benessere più generale, da quello fisico a quello mentale ed emotivo. Valdichiana Living sta elaborando nuove offerte legate ad una diversa prospettiva di scoperta del territorio. Saranno proposte con una forte impronta ecologica, salutistica e sportiva, ma con un importante accento sul fattore umano e sulle relazioni personali, in quanto occasioni di crescita personale. Insomma cercheremo di puntare sul concetto di benessere a 360°. A questo proposito la Valdichiana Senese è entrata a far parte della rete di destinazioni europee di eccellenza EDEN con un progetto presentato dalla Strada del Vino Nobile di Montepulciano e dei Sapori della Valdichiana Senese dal nome VAL. S.L.OW. Tornando all’offerta turistica si prevede comunque di continuare a puntare su prodotti turistici consolidati, come l’enogastronomia, l’arte e le terme, ma anche su prodotti in fase di sviluppo, come il wedding, lo shopping, l’artigianato di qualità e il turismo sportivo. Quest’ultimo, in modo particolare, dovrà essere attentamente seguito e sviluppato anche per il titolo di “European Community of Sport”, che di recente ha ricevuto la Valdichiana Senese; un riconoscimento da ritenere un punto di partenza per azioni che dovranno essere attentamente progettate, coordinate e realizzate da tutti i Comuni del territorio.
Come cambierà il modo di viaggiare in Valdichiana Senese?
Il coronavirus cambierà il nostro modo di viaggiare e di far viaggiare. Al weekend cittadino magari preferiremo qualche giorno in campagna all’aria aperta. Sarà probabilmente il tempo del turismo orientato verso i centri abitati meno affollati, i piccoli borghi e le micro destinazioni ancora tutte da scoprire. In quest’ottica potrebbero essere avvantaggiate le strutture ricettive che già si trovano in una posizione di “isolamento”, non alla portata dei mezzi di trasporto pubblico insomma. Il prevalere di un modo di viaggiare più sostenibile, a contatto con la natura e lontano dalle destinazioni turistiche più battute, lascia sperare in un aumento della permanenza media di soggiorno sul territorio. Certo il prezzo da pagare sarà un minore numero di arrivi, caratteristico del turismo mordi e fuggi, ma forse questo permetterà agli operatori del territorio di accompagnare l’ospite ad una scoperta più profonda della destinazione, assaporando davvero il concetto di “vivere” un luogo. In questa prospettiva il viaggio può davvero diventare un’opportunità di life changing e di crescita personale. Dopo il periodo di allontanamento sociale e di limitazione agli spostamenti, al momento della ripartenza operatori del settore e turisti potranno riscoprire una relazione molto più umana e meno economica; meno numeri e più persone, più amici da accogliere che clienti da soddisfare, aperti alla conoscenza vera di un territorio e delle sue tradizioni.

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