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La Misericordia: Barsotti e Papa Francesco

Inserito il 10.04.2021

In questa festa della Divina Misericordia,  ci è piaciuto ripercorrere alcune tappe della bolla Misericordiae Vultus con cui Papa Francesco indisse nell’aprile 2015 il Giubileo straordinario della Misericordia, mettendola in relazione con l’interpretazione della misericordia data da un grande contemplativo del secolo scorso, don Divo Barsotti (1914-2006). Fondatore della Comunità dei figli di Dio, Barsotti ha voluto trasmettere al cristianesimo occidentale i principi fondamentali del monachesimo orientale: ascolto della Parola, silenzio contemplativo, preghiera liturgica e preghiera del cuore.
Di Barsotti riportiamo frasi tratte dal libro Dio è Misericordia (ultima edizione: Parva), in un dialogo immaginario col Santo Padre Francesco.
 L’esperienza contemplativa propria della scelta di vita monastica di Barsotti ha il suo nucleo originante nella misericordia rivelataci nel volto di Gesù. In quanto volto, va contemplato; in quanto Verbo incarnato, va ascoltato.

IL VOLTO DELLA MISERICORDIA

«Gesù Cristo è il volto della misericordia del Padre. Il mistero della fede cristiana sembra trovare in questa parola la sua sintesi. Essa è divenuta viva, visibile e ha raggiunto il suo culmine in Gesù di Nazareth». Misericordiae Vultus

«Si comprende come [Cristo], pur essendo nella sua trascendenza impassibile, pur essendo nella sua trascendenza invisibile, pur essendo nella sua trascendenza Colui che non ha rapporto con l'uomo, può essere invece passibile nella natura che assume, può essere veramente passibile in questa natura umana che ha preso. Egli ci ama con un cuore di carne. Dio vive una passione di amore». Divo Barsotti

MISERICORDIA NELLA VERITà: L’ASCOLTO DELLA PAROLA

«L’imperativo di Gesù è rivolto a quanti ascoltano la sua voce (cfr Lc 6,27). Per essere capaci di misericordia, quindi, dobbiamo in primo luogo porci in ascolto della Parola di Dio.
Ciò significa recuperare il valore del silenzio per meditare la Parola che ci viene rivolta. In questo modo è possibile contemplare la misericordia di Dio e assumerla come proprio stile di vita». MV

«Il Verbo nella sua natura divina è Colui nel quale è già l’idea di tutte le cose: ‘In ipso vita erat’ (…). Se con l'incarnazione del Verbo Dio entra nel nostro contesto, ne consegue che questo evento non è un evento della storia, ma che tutta la storia è parte di questo evento, tutta la vita del mondo è partecipazione a quell’evento perché è l’evento di Dio». DB

LA MISERIA UMANA ATTIRA LA MISERICORDIA
«“O Dio, vieni a salvarmi, Signore, vieni presto in mio aiuto” (Sal 70,2). L’aiuto che invochiamo è già il primo passo della misericordia di Dio verso di noi. Egli viene a salvarci dalla condizione di debolezza in cui viviamo». MV

«Il cristianesimo è religione di redenzione: non vi è rapporto dell'uomo con Dio che non abbia il suo fondamento sulla misericordia infinita di Dio. Ma la misericordia infinita di Dio suppone due abissi: l'abisso del nulla creaturale (siamo nulla perché dal nulla egli ci ha fatti) e l'abisso del nostro peccato. Se dunque fondamento della vita soprannaturale di tutto il cristianesimo è la misericordia infinita, questa misericordia suppone il riconoscimento del nulla originario dell'uomo e del peccato che lo condanna.
Per quanto riguarda l'azione di Dio in noi, fondamento è la fede, la quale suppone che Dio si riveli all'anima. Da parte dell'uomo non c'è altro fondamento che l'umiltà, non c'è altra misura alla santità che la nostra umiltà. La prima cosa che dobbiamo cercare di vivere è precisamente il senso del peccato che è proprio di ciascuno di noi. La creatura che rimane nel suo vuoto accoglie la pienezza dell'amore; ma bisogna che rimanga nel suo vuoto. L'umiltà soltanto è condizione alla santità. Senza umiltà la santità è impossibile. E saremo tanto più santi (perché santo è Dio solo) quanto più sarà profondo in noi il sentimento del nostro nulla».  DB

LA MISERICORDIA COME DONO GRATUITO

«“Il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo freme di compassione. Non darò sfogo all’ardore della mia ira, non tornerò a distruggere Èfraim, perché sono Dio e non uomo; sono il Santo in mezzo a te e non verrò da te nella mia ira” (Osea 11,8-9). Sant’Agostino, quasi a commentare le parole del profeta dice: “È più facile che Dio trattenga l’ira più che la misericordia”». MV

«La nostra salvezza riposa soltanto sul dono della sua grazia, sul dono di una redenzione del tutto gratuita che non cessa tuttavia di essere immensa.
La fede è veramente gettare un ponte sull'abisso a una misericordia infinita che ci deve soccorrere». DB

LA MISERICORDIA COME RAPPORTO

«Sulla scia del Concilio Vaticano II “tutta questa ricchezza dottrinale è rivolta in un’unica direzione: servire l’uomo. L’uomo, diciamo, in ogni sua condizione,in ogni sua infermità, in ogni sua necessità”. Insomma, la misericordia di Dio non è un’idea astratta, ma una realtà concreta con cui Egli rivela il suo amore come quello di un padre e di una madre che si commuovono fino dal profondo delle viscere per il proprio figlio. È veramente il caso di dire che è un amore ‘viscerale’». MV

«L'amore di Dio non è una semplice provvidenza per la quale egli distribuisce la luce o la pioggia su tutte le creature in modo impersonale. Non voglio essere amato così perché così non sono amato. L'amore mi dà un nome. L'amore di per sé termina nella persona e dà alla persona una sua singolarità. Ora la storia è abbastanza grande, e si può pensare che Dio intervenga nella storia, ma che intervenga nella vita di ciascuno di noi, in una vita fatta di così povere cose... e Dio entra in questa vita. Dio con tutta la sua infinità. Dio in quanto Persona si ordina totalmente a me, perché la persona è l'ordinarsi di tutto l'essere all'altra persona che è amata». DB

DAL TABERNACOLO LA FONTE DI OGNI MISERICORDIA

«“Eterna è la sua misericordia”, come dice il Salmo 136, sembra voler spezzare il cerchio dello spazio e del tempo per inserire tutto nel mistero eterno dell’amore. È come se si volesse dire che non solo nella storia, ma per l’eternità l’uomo sarà sempre sotto lo sguardo misericordioso del Padre. Non è un caso che il popolo di Israele abbia voluto inserire questo Salmo, il ‘Grande hallel’ come viene chiamato, nelle feste liturgiche più importanti.
Prima della Passione Gesù ha pregato con questo Salmo della misericordia. Lo attesta l’evangelista Matteo quando dice che “dopo aver cantato l’inno” (Mt 26,30), Gesù con i discepoli uscirono verso il monte degli ulivi. Mentre Egli istituiva l’Eucaristia, quale memoriale perenne di Lui e della sua Pasqua, poneva simbolicamente questo atto supremo della Rivelazione alla luce della misericordia. Nello stesso orizzonte della misericordia, Gesù viveva la sua passione e morte, cosciente del grande mistero di amore che si sarebbe compiuto sulla croce. Sapere che Gesù stesso ha pregato con questo Salmo, lo rende per noi cristiani ancora più importante e ci impegna ad assumerne il ritornello nella nostra quotidiana preghiera di lode: “Eterna è la sua misericordia”»«. MV

«Dobbiamo sentire, se siamo cristiani, che dal tabernacolo procede una corrente misteriosa di amore infinito verso di noi. È come se Egli in ogni istante ci cercasse, si volesse donare a noi». DB

NELLA MISERICORDIA L’AVVENTURA DI DIO

«“È proprio di Dio usare misericordia e specialmente in questo si manifesta la sua onnipotenza”. Le parole di san Tommaso d’Aquino mostrano quanto la misericordia divina non sia affatto un segno di debolezza, ma piuttosto la qualità dell’onnipotenza di Dio. È per questo che la liturgia, in una delle collette più antiche, fa pregare dicendo: “O Dio che riveli la tua onnipotenza soprattutto con la misericordia e il perdono”». MV

«“Dio è amore” (1Gv 4,8.16), afferma per la prima e unica volta in tutta la Sacra Scrittura l’evangelista Giovanni. Questo amore è ormai reso visibile e tangibile in tutta la vita di Gesù. La sua persona non è altro che amore, un amore che si dona gratuitamente.
Egli è rapporto con se stesso, ma divenendo rapporto con l'uomo non è soltanto l'uomo che vive una stupenda avventura, è Dio stesso che vive un’avventura, e quale avventura. Perché è vero che il suo amore è gratuito e libero, ma è vero anche che l'amore dell'uomo per lui sarà libero. Ed è vero anche che questo amore è un amore reale, che implica perciò non solo il dono di una esistenza creata, ma il dono che Dio fa di se stesso». DB

LA MISERICORDIA RECA GIOIA


«Nelle parabole dedicate alla misericordia, Gesù rivela la natura di Dio come quella di un Padre che non si dà mai per vinto fino a quando non ha dissolto il peccato e vinto il rifiuto, con la compassione e la misericordia. Conosciamo queste parabole, tre in particolare: quelle della pecora smarrita e della moneta perduta, e quella del padre e i due figli (cfr Lc 15,1-32). In queste parabole, Dio viene sempre presentato come colmo di gioia, soprattutto quando perdona. In esse troviamo il nucleo del Vangelo e della nostra fede, perché la misericordia è presentata come la forza che tutto vince, che riempie il cuore di amore e che consola con il perdono». MV

«Noi siamo la ricchezza di Dio; noi siamo la gioia di Dio in questa nostra piccola vita, se la nostra piccola vita è una risposta di amore al suo amore infinito». DB

LA MISERICORDIA SUPERA LA LEGGE

«Il richiamo che Gesù fa al testo del profeta Osea – “voglio l’amore e non il sacrificio” (6,6) – è molto significativo. Gesù afferma che d’ora in avanti la regola di vita dei suoi discepoli dovrà essere quella che prevede il primato della misericordia, come Lui stesso testimonia, condividendo il pasto con i peccatori. (…) Gesù va oltre la legge; la sua condivisione con quelli che la legge considerava peccatori fa comprendere fin dove arriva la sua misericordia.
Anche l’apostolo Paolo (…) pone al primo posto la fede e non più la legge. Non è l’osservanza della legge che salva, ma la fede in Gesù Cristo, che con la sua morte e resurrezione porta la salvezza con la misericordia che giustifica. La giustizia di Dio diventa adesso la liberazione per quanti sono oppressi dalla schiavitù del peccato e di tutte le sue conseguenze. La giustizia di Dio è il suo perdono (cfr Sal 51,11-16).
La misericordia non è contraria alla giustizia ma esprime il comportamento di Dio verso il peccatore, offrendogli un’ulteriore possibilità per ravvedersi, convertirsi e credere. L’esperienza del profeta Osea ci viene in aiuto per mostrarci il superamento della giustizia nella direzione della misericordia». MV

«Per una mentalità legalistica il Vangelo è sempre motivo di scandalo. Noi cristiani dobbiamo riconquistare il valore della persona. Giustamente Giovanni Paolo II insiste sempre sulla dignità delle persone. Non si può pretendere di andare oltre la persona, la persona rimane valore ultimo perché non è parte di un tutto; è il tutto che si riassume nella persona. Ogni persona è l'ipostasi.
 Perché il dramma dell'amore è legato al sentimento del nostro peccato? Perché l'amore di Dio è un amore non solo gratuito ma che deve vincere tutto il male che è possibile, tutta la rovina possibile, perché la creatura non è impeccabile per sé. Se non vince questo, il dramma dell'amore divino non è vinto da Dio. E proprio perché deve essere una vittoria su tutto il male possibile, questo male deve divenire anche reale. Possibile nella Vergine, reale in tutti noi, perché vince l'amore di Dio (…).
Per noi; per me, egli è disceso dal cielo ed è morto. Per me... lo sono il fine di Dio». DB

MARIA, AMORE DI PURA MISERICORDIA

«Il pensiero ora si volge alla Madre della Misericordia (…). Nessuno come Maria ha conosciuto la profondità del mistero di Dio fatto uomo. Tutto nella sua vita è stato plasmato dalla presenza della misericordia fatta carne. La Madre del Crocifisso Risorto è entrata nel santuario della misericordia divina perché ha partecipato intimamente al mistero del suo amore.
Scelta per essere la Madre del Figlio di Dio, Maria è stata da sempre preparata dall’amore del Padre per essere Arca dell’Alleanza tra Dio e gli uomini. Ha custodito nel suo cuore la divina misericordia in perfetta sintonia con il suo Figlio Gesù. Il suo canto di lode, sulla soglia della casa di Elisabetta, fu dedicato alla misericordia che si estende “di generazione in generazione” (Lc 1,50). Anche noi eravamo presenti in quelle parole profetiche della Vergine Maria». MV

«L'umiltà vera, piena, è soltanto nella Vergine. Ella è come non fosse, ella è soltanto per attestare Dio; ella è e non conosce se stessa; ella è e non vede se stessa; ella è e non sa il suo nome: Dio solo. Ella è soltanto per contemplare Dio, pura contemplazione di una luce nella quale essa si perde e non si vede più. Proprio perché Maria vive nella luce di Dio, può vivere la sua povertà radicale di creatura che nulla ha se non quello che riceve; e proprio perché nulla ha, riceve tutto da Dio.
 E se è redenzione quella della Vergine, se cioè è un amore di pura misericordia quello che trionfa nell'anima immacolata della Vergine, non è diverso dall'amore di Dio che trionfa anche in noi. Ecco perché la concezione immacolata di Maria è il rifugio dei peccatori; se ella è più santa degli altri è perché si è sentita più degli altri perdonata da Dio: miracolo di una misericordia senza limiti, senza fine». DB

Valentina Niccolai
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