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La Sabri a Think Festival: ricetta

Inserito il 10.10.2021

Si può diventare web influencer oppure ci si nasce?
Quali sono i trucchi per diventare una star del digitale?
E soprattutto tali sogni sono accessibili a tutti?

Detto così è abbastanza scarruffato, ma non lo è stata minimamente La Sabri durante l’edizione 0 di Think, Festival della Cultura Digitale di Figline Valdarno, deliziosa kermesse che si merita lunga vita.

Come un equilibrista, l’Autrice Social, così mi piace definirla,  si è dovuta destreggiare in un’audience composta di piccoli 7-8 anni, adolescenti 13-17 e adulti soprattutto mamme, a la page naturalmente.

La conferenza dialogo è stata davvero animata, del resto a muovere tanti giovani da tutta la Toscana è stata una delle coppie più glamour del panorama digitale moderno: La Sabri e Pika, il devotissimo compagno di vita e di lavoro. Soprattutto era visibile la voglia di comunicare, di mettersi in relazione reale e sincera con il pubblico: dopo tanta rete, il pesce ha voglia di nuotare libero negli oceani della vita.

Ecco gli ingredienti per diventare web influencer (nato dopo un confronto con mia figlia Mariasole):

1) Partire dalla propria passione e trasformala, in business. Divertirsi prima di tutto, altrimenti non può funzionare e il pubblico se ne accorge. Un pò come in cucina: il primo ingrediente di un piatto di successo è l’amore con cui si prepara.

2) Non avere furia: ci vuole tempo, studio, ascolto delle tendenze, professionalità tecniche da acquisire col tempo. Magari qualche corsetto di digitalizzazione non guasta. Sfondare con l’università della strada non è proprio per tutti. www.univeritàdellastrada.bla  Per intendersi: dietro il fenomeno La Sabri ci sono dei super tecnici tra i quali il Pika: gente che acquisisce software di ultima generazione, impara ad usarli e s’ispira alle tendenze internazionali!

3) Un pò come in ogni Ribollita (così si chiama il più famoso minestrone toscano)  il contenuto è essenziale. Una cosa è usare vegetali surgelati addizionati di brodo in polvere, altra è usare ortaggi dell’orto di fresca e pronta raccolta. Il consiglio base è quello di fornire contenuti di rilievo, originali, almeno ogni tanto. Dunque esperienze di ascolto, incontri reali, vite vissute da noi o da altri che ci hanno intrigato o che possono essere di interesse ai nostri amici digital. Ci va un pò di tutto nella nostra Ribollita : l’importante è saper selezionare e dosare bene gli ingredienti.

4) Per trovare i vegetali più profumati e succosi, bisogna andare nell’orto: d’inverno con il fango, d’estate con il caldo. in primavera (alleluia) con la fresca e dolce brezza mattutina. Dunque, affondare le mani nella terra, lasciare che il fango entri sotto le nostre unghie laccate, pestare mozzi scivolosi, e sudare un pò. Così per la vita che va servita sul web: una vita reale, fatta di incontri in piazza, partite a calcetto, bagni al mare a mezzanotte, scaramucce domestiche risolte con l’incontro e la comunicazione empatica, naturale per chi si ama. Vivere dunque per condire al meglio il nostro minestrone.

5) In ultimo, per scegliere bene gli ingredienti, occorre mantenere lucidità mentale, aderenza al presente, senso critico non da poco: essere lucidi e sani dunque. Per i giovanissimi entrano in campo i genitori che devono monitorare la presenza web dei propri figli, non scambiare la rete per una baby sitter pronta consegna e a basso costo. Forse inizialmente, ma poi il web ti presenta il conto con gli anni: scarsa capacità di concentrazione, apatia, disagi nel sonno e nell’alimentazione, veleni mal digeriti dagli enzimi giovanili. Da questo mette in guardia la Sabri ammonendo, dolcemente come suo solito, i giovani e richiamando i genitori a fare il proprio mestiere.
La salute fisica e mentale è salvaguardata  grazie ad un uso moderato degli stumenti digitali. Presenza sui social, ascolto dei video, relazioni digitali devono essere ponderati. Igiene digitale dunque dove ogni presenza va dosata come il sale e il pepe nella nostra zuppa: qb, quanto basta.

Non si possono sbagliare le dosi, come in ogni ricetta. La ribollita è un arte della cucina povera Toscana che ci rende famosi in tutto il mondo. Ma povera non sta per poco preziosa. Come La Sabri, se sappiamo gustarla, ha il suo perché.


Valentina Niccolai

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