ROSATO, PIZZA E DONNE DEL VINO: LA SCOMMESSA DI SORRENTO ROSÉ
PUNTARE IN ALTO È LA PAROLA D’ORDINE DEL PRIMO FESTIVAL DEI ROSATI: «È UNA TIPOLOGIA DA PRENDERE MOLTO PIÙ SUL SERIO»
Le Donne del Vino mettono una pietra miliare nella storia del rosato: crescere in qualità e considerazione, diventare un vino «gastronomico» con la pizza; questi i must lanciati da Sorrento rosé, il primo festival dedicato a questa tipologia che ha richiamato oltre sessanta Donne del Vino da tutta Italia.
«Al bando i luoghi comuni come il rosato è un vino estivo, adatto a palati poco esperti e incapace di invecchiare» ha detto la presidente dell’associazione Donatella Cinelli Colombini al convegno moderato da Luciano Pignataro, che ha fatto il punto sui rosati «Ecco che le nuove tipologie nascono come vini premium e spesso maturano in fusti di rovere, sono insomma da prendere molto più sul serio».  
L’aumento dei consumi è costante, soprattutto negli Stati Uniti, ha confermato Lidia Bastianich, chef italoamericana, proprietaria di numerosi ristoranti e volto televisivo in USA e in Italia, dove sta partecipando al programma “La prova del cuoco”. Lidia ha accettato di essere madrina della manifestazione delle Donne del Vino.  «In Usa c’è ancora spazio per il rosé, anzi chiamiamolo rosato all’italiana» ha proposto donna Lidia. Solo negli Usa, nel 2016, le vendite di vino rosato sono salite del 6,8% con un fatturato di oltre 816 milioni di dollari; la produzione mondiale si attesta intorno ai 24 milioni di ettolitri, pari a circa il 10% dei vini consumati a livello mondiale. L’Italia è il secondo esportatore nel mondo in volume con il 16%.
Una bottiglia su 10 consumata nel mondo è rosé; quattro bottiglie su 10 vengono consumate oltre i confini della nazione di produzione. «Il rosato è un vino con la valigia» l’ha definito Donatella Cinelli Colombini.
La proposta di “vino gastronomico” che arriva da Sorrento Rosè riguarda l’alleanza tra pizza e rosati ed ha nel pomodoro l’anello di congiunzione.
«Gli americani – ha proseguito Lidia Bastianich - amano tutto quello che è made in Italy, il cibo e il vino in particolare, ma sono curiosi, vogliono capire, imparare. Sono pronti ad ascoltare le vostre storie, raccontate loro come fate i vini e come fate la pizza». A parlare di filosofia della pizza Antonino Esposito, chef pizzaiolo sorrentino che non ama le scorciatoie: «La pizza è fatta di farina, acqua e sale. Tutto il resto è moda».  Un’affermazione che sembra minimalista e invece sottende l’uso di materie prime eccellenti e lievitazioni lunghe.

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